SCOMPARSO da domenica espertissimo alpinista trovato morto sul Conero.
Il suo cadavere giaceva in una zona impervia sul costone del Passo del Lupo,
sopra gli scogli delle "Due sorelle", addosso i segni evidenti di un volo di
almeno 70 metri. Sono ancora da chiarire le cause della morte di Carlo Borioni,
64 anni, residente a Santa Maria Nuova, personaggio molto conosciuto nel mondo
dell'arrampicata. Da escludere qualsiasi riferimento ad un gesto volontario,
da stabilire se l'uomo sia stato vittima di un malore, e della caduta successiva,
o di una disgrazia. I conoscenti affermano che quelle rocce Borioni le conosceva
alla perfezione e che mai avrebbe rischiato di farsi del male a meno che non
fosse successo qualcosa di particolare. Ad assistere alle disperate ricerche
dello scomparso anche il figlio Lorenzo, anche lui amante della montagna e
dell'arrampicata, e il fratello dell'ex dipendente delle'Enel, in pensione da
qualche anno. Domenica Borioni si è recato da solo a bordo della sua auto, una
Citroen, nella zona del Belvedere sul Monte Conero. Un'escursione che l'uomo
effettuava spesso assieme alla fedelissima macchina fotografica visto che la sua
grande passione per la montagna andava di pari passo con quella della fotografia.
In serata l'uomo non è rientrato nella sua casa dove viveva da solo e ciò ha
messo in allarme i due figli. In serata la decisione di denunciare la scomparsa
dell'uomo e ieri mattina all'alba sono immediatamente scattate le ricerche.
BORIONI AVEVA detto che si sarebbe recato sul Conero e ciò ha agevolato il compito
di carabinieri, vigili del fuoco e soccorso alpino della protezione civile.
Attorno alle 10 lungo un sentiero è stata rinvenuta l'auto di Borioni, ben
parcheggiata e chiusa. A quel punto il cerchio si è stretto e le operazioni si
sono concentrate in un raggio d'azione molto ristretto. Sul posto come detto sono
arriva anche il figlio ed il fratello di Borioni che poco prima di mezzogiorno
sono stati avvisati del rinvenimento del corpo di una persona che rispondeva
alle descrizioni fornite. Il corpo si trovava in un punto molto impervio,
praticamente inaccessibile via terra e così è stato necessario che un operatore
del gruppo Saf (settore speleo, alpino e fluviale) dei vigili del fuoco e uno del
soccorso alpino si calassero dall'elicottero nell'unico punto dove il mezzo poteva
avvicinarsi. Da lì hanno raggiunto la vittima, sfigurato dal volo compiuto, almeno
70 metri. DOPO averla caricata su una barella la salma è stata issata con un
verricello fin dentro l'elicottero e da qui trasferita alla pista per l'elisoccorso
della Croce Azzurra di Sirolo, erano circa le 13,15. Per volontà dei figli la salma
non è stata sottoposta ad autopsia. Carlo Borioni, vedovo da qualche anno, lascia i
figli Lorenzo ed Elena e gli altri parenti stretti oltre a tantissimi amici e
conoscenti, non solo tra il Cai di Jesi ed Ancona.
Alcune foto di Carlo:
Portfolio 1
Portfolio 2
Monografia:Tracce