<<      >>

pianta della zona

BEVAGNA - 29 Giugno 2003

Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese... (L.Ariosto)

*

Bevagna è un piccolo borgo situato sulle colline umbre, a 225 m s.l.m, e circondato dalla pianura.
Il nome della città deriva dall'etrusco “Mefana” e conserva intatte testimonianze di epoca romana e medievale. C'è una bellissima piazza ed il circuito delle mura urbiche con fortificazioni del I secolo a.C.


pianta del borgo

Dal longobardo Watha (guardia) deriva la denominazione di guaita o gaita con cui vengono indicati i quattro quartieri, San Giorgio, San Giovanni, San Pietro, Santa Maria, nei quali era divisa Bevagna e il territorio circostante. Tale divisione è attestata ancora oggi negli Statuti comunali.

Il mercato delle gaite trae ispirazione dall'antica divisione di Bevagna in quattro quartieri denominati Gaite su cui si basava l'organizzazione amministrativa della città in epoca medievale Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350. La festa, che si articola nell'ultima settimana di Giugno, vive il suo momento più significativo nei giorni del mercato, e la sfida tra le gaite con:


     Gaita di Santa Maria      Gaita di San Giorgio      Gaita di San Giovanni      Gaita di San Pietro
  • la gara dei mestieri, con la riproposizione degli antichi mestieri della città (rigorosamente basati su tecniche e strumenti di lavorazione medievale), ne sono testimonianza gli straordinari laboratori in cui il sordo rumore dei telai a mano si fonde con il canto delle donne al lavoro; gli antri misteriosi di erboristi dove enormi alambicchi lasciano cadere le preziose gocce di liquido ottenuto da erbe sapientemente miscelate; i forni che profumano di pane appena sfornato; le grotte fumose e appena illuminate in cui, come fantasmi, i lavoranti fabbricano candele di sego e di cera; i fabbri veri, fabbri d'altri tempi che piegano il ferro incandescente; di ciclopiche macchine della carta che riducono in poltiglia gli stracci per farne fogli di carta in filigrana; i bachi da seta allevati fino alla produzione del pregiato filo; i mastri vetrai che modellano il vetro;

  • la gara del mercato, con allestimenti apparentemente poveri nei quali si offrono esclusivamente prodotti locali. Le strade si popolano di banchi e si animano del rumore delle botteghe nelle quali si possono trovare stoffe, oggetti in cuoio, vimini, cordami, carta, ferro battuto, rame candele lavorate a mano ed ancora formaggio, pesce, pane appena sfornato, focacce. Come completamente essenziale del mercato è stata concepita la realizzazione di alcuni mestieri medievali, secondo le antiche tecniche di lavorazione e di produzione;

  • la gara gastronomica, dove si ha la possibilità di gustare cibi tratti da antichi ricettari e godere di sapori insoliti e per lo più dimenticati;

  • la gara sportiva di tiro con l'arco, che si svolge in piazza.

© Manuela Fratoni
© Manuela Fratoni
© Manuela Fratoni
© Manuela Fratoni
© Manuela Fratoni
© Manuela Fratoni
gli impavidi autori

<<      >>
Circolo Fotografico Avis